May 27, 2024

Working time limits (IT)

The provisions for the working time limits of the employees cover one of the most crucial parts of the labour legislation, as they do not simply define the duration of work but also regulate how remuneration shall be calculated. These regulations are directly related to the health and safety of workers.

Per «orario di lavoro legale» si intende l’orario di lavoro stabilito dalle disposizioni di legge (nel senso sostanziale del termine, compresi gli atti amministrativi di regolamentazione adottati in base a una legge delegata), che sono norme di ordine pubblico e si applicano indipendentemente dalla validità o meno del contratto di lavoro (sentenza n. 1188/90 della Corte suprema civile e penale della Grecia (Areios Pagos), sentenza n. 4911/92 del Tribunale di primo grado di Atene, ecc.). Ai sensi dell’articolo 1 della legge 3385/2005 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 210), l’orario di lavoro settimanale legale è stato fissato in 45 ore per una settimana lavorativa di 5 giorni o in 48 ore per una settimana lavorativa di 6 giorni. Inoltre, a seguito dell’introduzione della settimana lavorativa di 5 giorni, l’orario di lavoro giornaliero legale è stato fissato in 9 ore, ma è rimasto pari a 8 ore per la settimana lavorativa di 6 giorni [articolo 6 del contratto collettivo nazionale generale di lavoro (Εθνική Γενική Συλλογική Σύμβαση Εργασίας, EGSSE) del 26 febbraio 1975, legge 2269/1920, (articolo 18 del decreto presidenziale dell’8 aprile 1932); sentenza n. 119/97 dell’Areios Pagos].

Ai sensi dell’articolo 58 della legge 4808/2021 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 101), che ha modificato l’articolo 4 della legge 2874/2000, l’orario di lavoro settimanale legale è stato fissato in 45 ore per una settimana lavorativa di 5 giorni,  o in 48 ore per una settimana lavorativa di 6 giorni. Inoltre, a seguito dell’introduzione della settimana lavorativa di 5 giorni, l’orario di lavoro giornaliero legale è stato fissato in 9 ore, ma è rimasto pari a 8 ore per la settimana lavorativa di 6 giorni [articolo 6 dell’EGSSE del 26 febbraio 1975, legge 2269/1920, (articolo 18 del decreto presidenziale dell’8 aprile 1932); sentenza n. 119/97 dell’Areios Pagos; circolare n. οικ.64597/03.09.2021 sull’articolo 58 della legge 4808/2021].

Per «orario di lavoro contrattuale» si intende l’orario di lavoro determinato da contratti di lavoro individuali o collettivi, che può essere inferiore, ma in nessun caso superiore, all’orario di lavoro legale. In particolare, ai sensi dell’EGSSE del 14 febbraio 1984 e dell’articolo 55 della legge 4808/2021, è stato fissato in 40 ore settimanali, ossia 8 ore al giorno per la settimana lavorativa di 5 giorni e 6,40 ore al giorno per la settimana lavorativa di 6 giorni.

Per «orario di lavoro giornaliero» si intende l’orario di lavoro in un periodo continuo di 24 ore (articolo 3 del decreto presidenziale 88/1999).

Per «settimana lavorativa» si intende l’orario di lavoro nel periodo compreso tra le ore 00:01 del lunedì e le ore 00:00 della domenica successiva (articolo 2 del decreto 88/1999).

Se l’orario di lavoro giornaliero supera le 4 ore, deve essere concessa una pausa pari ad almeno 15 minuti e non superiore a 30 minuti, durante la quale i lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal luogo di lavoro. La pausa non rientra nell’orario di lavoro e non può essere concessa consecutivamente all’inizio o alla fine dell’orario di lavoro giornaliero (articolo 4 del decreto presidenziale 88/1999, modificato dall’articolo 56 della legge 4808/2021).

Ai sensi dell’articolo 60 della legge 4808/2021, le seguenti date sono fissate come giorni festivi obbligatori per tutte le imprese, le aziende e gli stabilimenti in generale che non esercitano la propria attività di domenica e nei giorni festivi:

(a) 1º gennaio.
(b) Epifania (6 gennaio).
(c) 25 marzo.
(d) Lunedì di Pasqua.
(e) 1º maggio.
(f) Assunzione (15 agosto).
(g) 28 ottobre.
(h) Natale (25 dicembre).
(i) Santo Stefano (26 dicembre).

Previo parere del Consiglio supremo del lavoro, il ministro del Lavoro e degli affari sociali può emanare decisioni, che devono essere pubblicate nella Gazzetta ufficiale ellenica, al fine di designare festività aggiuntive, fino a un massimo di cinque all’anno, come festività obbligatorie o facoltative in tutto il territorio greco. Il potere di designare le festività locali spetta ai capi delle regioni. I giorni festivi designati possono essere aboliti o modificati mediante la stessa procedura.

Il lavoro di durata superiore a 8 ore al giorno per una settimana lavorativa di 5 giorni, fino a un limite di 9 ore, o a 6,40 ore al giorno per una settimana lavorativa di 6 giorni, fino a un limite di 8 ore, che abbia una durata superiore a 40 ore settimanali, fino a un limite di 45 ore, per una settimana lavorativa di 5 giorni o di 48 ore per una settimana lavorativa di 6 giorni, si qualifica, ai sensi dell’articolo 4 della legge 2874/2000 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 286), modificata dall’articolo 58 della legge 4808/2021, come «lavoro supplementare» (yperergasia), il cui espletamento da parte del dipendente è a discrezione del datore di lavoro.

Le 5 ore di lavoro supplementare per una settimana lavorativa di 5 giorni (dall’ora 41 all’ora 45) e le 8 ore di lavoro supplementare per una settimana lavorativa di 6 giorni (dall’ora 41 all’ora 48) sono retribuite alla tariffa oraria maggiorata del 20 % e non sono prese in considerazione ai fini del computo del lavoro straordinario massimo consentito ai sensi delle disposizioni pertinenti.

Il lavoro di durata superiore a 45 ore settimanali per una settimana lavorativa di 5 giorni o a 48 ore settimanali per una settimana lavorativa di 6 giorni si qualifica, ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 2, della legge 4808/2021, come «lavoro straordinario» (yperoriaki apascholisi) ed è soggetto a tutte le conseguenze, le formalità e le procedure di legalizzazione previste dalla legge. È retribuito alla tariffa oraria maggiorata del 40 %.

Si qualifica altresì come «lavoro straordinario» il lavoro di durata superiore a quella dell’orario di lavoro legale di 9 ore al giorno per una settimana lavorativa di 5 giorni (articolo 6 dell’EGSSE del 26 febbraio 1975, sentenza n. 119/1997 dell’Areios Pagos) o di 8 ore al giorno per una settimana lavorativa di 6 giorni (sentenza n. 247/2003 dell’Areios Pagos, circolare n. οικ.64597/03.09Z.2021 sull’articolo 58 della legge 4808/2021).

  • Lavoro entro il limite massimo di lavoro straordinario

In conformità dell’articolo 58 della legge 4808/2021, il limite massimo di lavoro straordinario in tutte le imprese e per tutti i dipendenti del settore privato è fissato in 150 ore all’anno e 3 ore al giorno.

I dipendenti che espletano lavoro straordinario, secondo le suddette disposizioni, hanno diritto a una retribuzione pari alla tariffa oraria maggiorata del 40 % per ogni ora di lavoro straordinario legale, fino a 3 ore al giorno e 150 ore all’anno.

  • Legalizzazione del lavoro straordinario

Il lavoro supplementare e il lavoro straordinario sono legali solo se dichiarati dal datore di lavoro nel sistema informativo «ERGANI» prima dell’espletamento [articolo 36 della legge 4488/2017 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 137), che ha sostituito l’articolo 80, paragrafo 1, della legge 4144/2013, modificato dall’articolo 78 della legge 4808/2021].

Si noti che lo svolgimento del lavoro supplementare non sarà più dichiarato preventivamente nel sistema informativo «ERGANI», a seguito dell’emanazione della decisione ministeriale pertinente di cui all’articolo 79, paragrafo 5, della legge 4808/2021.

  • Lavoro straordinario illegale

Il lavoro straordinario espletato senza rispettare i requisiti formali e sostanziali delle suddette disposizioni o in eccesso rispetto al limite massimo di ore di lavoro straordinario è illegale e

pertanto, oltre a conseguenze civili nei confronti del datore di lavoro, comporta una responsabilità penale per il datore di lavoro o per la persona responsabile dell’impresa ai sensi della legge, a norma degli articoli 24 e 28 della legge 3996/2011 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 170).

Inoltre, ai sensi dell’articolo 4, paragrafi 4 e 5, della legge 2874/2000, modificato dall’articolo 58 della legge 4808/2021, il lavoro straordinario svolto senza rispettare le formalità previste dalla legge (dichiarazione preventiva nel sistema informativo «ERGANI») o oltre i limiti massimi stabiliti dal presente articolo (3 ore al giorno e 150 ore all’anno) e senza applicare le pertinenti procedure di approvazione specificate dal ministero del Lavoro e degli affari sociali si qualifica come lavoro straordinario illegale (termine che sostituisce il termine «lavoro straordinario eccezionale» precedentemente utilizzato). Per ogni ora di lavoro straordinario illegale, il dipendente ha diritto a un compenso pari alla retribuzione oraria maggiorata del 120 % (anziché dell’80 % come in precedenza).

La legge greca sul lavoro (regio decreto 748/1966) proibisce ogni attività industriale, artigianale, commerciale e professionale in generale di domenica (tra la mezzanotte del sabato e la mezzanotte della domenica) e nei giorni festivi ufficiali, vietando quindi anche l’impiego dei dipendenti interessati. Tuttavia, tale divieto prevede eccezioni, legate a specifiche categorie di imprese o di dipendenti (articoli 2, 7 e 9 del suddetto regio decreto, nonché articolo 9, paragrafo 3, previa approvazione dell’Ispettorato del lavoro e articolo 63 della legge 4808/2021).

Ai sensi delle decisioni congiunte n. 8900/46 e n. 25825/51 del ministro delle Finanze e del ministro del Lavoro, nonché dell’articolo 2 del decreto legislativo 3755/1957, modificato e integrato dal decreto legislativo 147/73, dell’articolo 2 della legge 435/1976, dell’articolo 42, paragrafo 2, della legge 4454/2018 e dell’articolo 91 della legge 4876/2021, ai dipendenti che prestano servizio la domenica e nei giorni festivi deve essere corrisposta una retribuzione aggiuntiva pari al 75 % di 1/25 della retribuzione mensile o giornaliera legale.

In generale, ogni dipendente che lavora più di 5 ore di domenica ha diritto a un riposo sostitutivo settimanale di 24 ore in un altro giorno lavorativo della settimana successivo alla domenica in cui ha prestato servizio. I dipendenti che lavorano meno di 5 ore possono richiedere un riposo sostitutivo di pari durata. Si noti che solo i lavoratori che lavorano di domenica, e non quelli che lavorano nei giorni festivi, hanno diritto al riposo sostitutivo sotto forma di riposo settimanale (articolo 10 del regio decreto 748/1966).

Inoltre, in base alle disposizioni citate, i dipendenti con retribuzione giornaliera che non lavorano in detti giorni festivi, per motivi a loro non imputabili, hanno diritto alla retribuzione legale senza alcuna retribuzione aggiuntiva.

(a) Regime basato su un accordo tra il datore di lavoro e l’organizzazione sindacale dei dipendenti

L’articolo 41 della legge 1892/1990, così come modificato e attualmente in vigore, ha introdotto un sistema di regimi di orario di lavoro.

Più specificamente, la nuova disposizione consente alle imprese che applicano orari di lavoro contrattuali fino a 40 ore settimanali di aumentare l’orario di lavoro (2 ore al giorno in aggiunta alle 8 ore) per un determinato periodo, a condizione che l’orario di lavoro settimanali superiore alle 40 ore, o un orario di lavoro settimanale contrattuale più breve, sia detratto dall’orario di lavoro in un altro periodo di occupazione ridotta. I periodi in cui l’orario di lavoro è prolungato o ridotto non devono superare complessivamente 6 mesi in un periodo di 12 mesi (periodo di riferimento).

Inoltre, in alternativa al regime descritto nel paragrafo precedente, le suddette imprese possono assegnare fino a 256 ore di lavoro sul totale dell’orario di lavoro in un anno di calendario aumentando il numero di ore in periodi specifici di non più di 32 settimane all’anno e riducendo di conseguenza l’orario di lavoro per il resto dell’anno di calendario.

I regimi di orario di lavoro sono adottati nell’ambito di un contratto collettivo di lavoro aziendale o di un accordo tra il datore di lavoro e il sindacato aziendale o tra il datore di lavoro e il consiglio dei dipendenti o tra il datore di lavoro e le associazioni. Se non c’è un sindacato o se non viene raggiunto un accordo tra il sindacato e il datore di lavoro, il regime di orario di lavoro può essere applicato previo accordo scritto tra il datore di lavoro e il dipendente.

Infine, i contratti collettivi di lavoro aziendali e settoriali possono introdurre regimi di orario di lavoro diversi, a seconda delle specificità dell’impresa o del settore interessato.

(b) Regimi basati su un accordo privato tra il datore di lavoro e il dipendente

In conformità dell’articolo 59 della legge 4808/2021, così come modificato dall’articolo 28 della legge 5053/2023 e attualmente in vigore, è possibile applicare un regime di orario di lavoro ai sensi dell’articolo 41 della legge 1892/1990 (in un periodo di riferimento di 6 mesi o 12 mesi) previo accordo scritto tra il datore di lavoro e il dipendente. Tale procedura, come ivi previsto, è possibile solo se non esiste un sindacato aziendale o se non è stato raggiunto un accordo tra il sindacato e il datore di lavoro.

Inoltre, l’articolo 55, paragrafo 2, della legge 4808/2021 ha introdotto un nuovo sistema di organizzazione dell’orario di lavoro che costituisce lavoro a tempo pieno. Più specificamente, nel contesto del regime di orario di lavoro di cui all’articolo 41 della legge 1892/1990 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 101), è possibile adottare un regime di lavoro a tempo pieno di 4 giorni con 40 ore settimanali e 10 ore giornaliere. L’accordo sull’attuazione di tale regime di orario di lavoro tra il datore di lavoro e il dipendente deve essere stipulato in conformità dei termini e delle condizioni stabiliti in questo articolo.

In particolare, tale regime di orario di lavoro può essere attuato per un periodo di riferimento di 6 mesi nell’arco di 1 anno di calendario o per un periodo di riferimento di 1 anno di calendario.

In caso di attuazione di detto regime, non sono consentiti orari di lavoro superiori a 10 ore giornaliere e 40 ore settimanali, distribuite su un periodo di 4 giorni.

Ogni dipendente con un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato ha diritto a un congedo annuale retribuito a partire dall’inizio del rapporto di lavoro con l’impresa responsabile, senza la necessità di completare un periodo di lavoro di base (articolo 2, paragrafo 1, della legge di emergenza 539/1945, modificato dall’articolo 13, paragrafo 1, della legge 3227/2004 e sostituito dall’articolo 1 della legge 3302/2004].

Il congedo viene concesso dal datore di lavoro con un meccanismo pro rata, proporzionalmente alla durata del rapporto di lavoro, sulla base di un congedo annuale di 20 giorni lavorativi per una settimana lavorativa di 5 giorni e di 24 giorni lavorativi per una settimana lavorativa di 6 giorni in un periodo di 12 mesi di attività continuativa. Il datore di lavoro deve concedere il congedo retribuito ordinario gradualmente nel primo anno di calendario in cui il dipendente è stato assunto, in proporzione al periodo di occupazione presso l’impresa responsabile. Nel secondo anno di calendario i dipendenti hanno diritto a un congedo annuale ordinario retribuito in proporzione al periodo di occupazione presso l’impresa responsabile, computato come specificato sopra. Il congedo aumenta di 1 giorno lavorativo per ogni anno di lavoro successivo al primo, fino a 26 giorni lavorativi in caso di settimana lavorativa di 6 giorni o fino a 22 giorni se l’impresa applica una settimana lavorativa di 5 giorni. Nel terzo anno di calendario e in tutti gli anni successivi, i dipendenti hanno diritto all’intero congedo annuale in qualsiasi momento dell’anno.

I lavoratori che hanno maturato 10 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro o 12 anni di impiego precedente presso qualsiasi datore di lavoro nell’ambito di qualsivoglia rapporto di lavoro hanno diritto a 30 giorni lavorativi di congedo per una settimana lavorativa di 6 giorni e a 25 giorni lavorativi per una settimana lavorativa di 5 giorni (articolo 3 dell’EGSSE 2008-2009). A partire dal 1º gennaio 2008 i dipendenti che hanno maturato 25 anni di servizio o di attività lavorativa pregressa hanno diritto a un giorno di congedo aggiuntivo, per un totale di 31 giorni lavorativi per una settimana lavorativa di 6 giorni o 26 giorni lavorativi per una settimana lavorativa di 5 giorni.

Il momento della concessione del congedo annuale deve essere concordato dal dipendente e dal datore di lavoro. Tuttavia, i datori di lavoro hanno l’obbligo di concedere il congedo annuale ai dipendenti entro 2 mesi dalla richiesta (articolo 4, paragrafo 1, della legge di emergenza 539/1945).

In conformità dell’articolo 61 della legge 4808/2021 che modifica l’articolo 4 della legge di emergenza 539/1945, il congedo annuale ordinario è concesso dal datore di lavoro ai dipendenti fino alla fine del primo trimestre dell’anno di calendario successivo a quello corrispondente al congedo.

Se il congedo non viene concesso entro il 31 marzo dell’anno di calendario successivo, ossia entro la data in cui deve essere stato concesso l’intero congedo cui il dipendente ha diritto, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al dipendente la retribuzione del congedo come specificato di seguito: l’importo ordinario della retribuzione in assenza di colpa o negligenza, ecc. da parte del datore di lavoro, o il doppio di tale importo, ossia con una maggiorazione del 100%, in caso di negligenza o colpa, ecc. da parte del datore di lavoro (legge di emergenza 539/1945; decreto legislativo 3755/1957, sentenza 1568/99 dell’Areios Pagos).

La concessione del congedo per la partecipazione a esami si basa su disposizioni di legge, decisioni ministeriali e articoli specifici dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Si tratta di un congedo legale retribuito dall’Organizzazione ellenica per l’occupazione della forza lavoro (OAED), il cui scopo fondamentale è assistere i dipendenti che soddisfano i requisiti di legge ai fini della partecipazione a esami.

In particolare, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, della legge 1346/1983 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 46), i dipendenti che sono alunni o studenti di istituti di istruzione di qualsiasi tipo e grado, gestiti dallo Stato ellenico o da esso controllati in qualsivoglia modo, e che hanno meno di 25 anni, hanno diritto a un congedo aggiuntivo non retribuito di 14 giorni lavorativi per partecipare a esami. Tale congedo è concesso sotto forma di giorni consecutivi o intermittenti.

Il suddetto congedo per la partecipazione a esami è stato portato a 30 giorni dall’articolo 7 dell’EGSSE 1996-1997, mentre l’articolo 6 dell’EGSSE 1998-1999 ha stabilito che può essere concesso anche ai lavoratori di età superiore a 28 anni, ma solo per la durata specificata degli studi sostenuti dal lavoratore, più 2 anni, indipendentemente dal fatto che gli studi siano stati completati su base continua o intermittente.

Gli alunni o gli studenti lavoratori idonei ricevono una retribuzione dall’OAED per il congedo per la partecipazione a esami.

Ulteriori informazioni sui giorni di congedo, sull’importo della retribuzione giornaliera, sulle modalità di pagamento, sulla procedura e su tutti gli altri dettagli necessari sono contenute nella decisione ministeriale congiunta n. 31930/14.07.83 (Gazzetta ufficiale, serie II, n. 444), attualmente in vigore e integrata dalle decisioni ministeriali congiunte n. 34651/29.11.96 (Gazzetta ufficiale, serie II, n. 1122) e n. 33894/07.12.98 (Gazzetta ufficiale, serie II, n. 1276) ad essa collegate, di competenza dell’OAED.

In conformità dell’articolo 10 dell’EGSSE 2004-2005, coloro che frequentano un programma per il conseguimento di una laurea di secondo livello che richieda almeno un anno di studio o per il conseguimento di un dottorato presso un istituto di istruzione superiore o tecnica in Grecia o all’estero hanno diritto a 10 giorni lavorativi di congedo. Si tratta di un congedo non retribuito concesso dal datore di lavoro sotto forma di giorni consecutivi o intermittenti, indipendentemente dall’età dell’avente diritto, e valido per un massimo di 2 anni.

La retribuzione concessa per detti giorni di congedo, l’importo della retribuzione giornaliera, le modalità di pagamento, la relativa procedura e tutti gli altri dettagli necessari relativi a quanto sopra sono di competenza dell’OAED.

Il regime di congedo non retribuito per il settore privato è stato introdotto nella legislazione nazionale dall’articolo 62 della legge 4808/2021. Questa disposizione consente a un lavoratore a tempo pieno o parziale di ottenere un congedo non retribuito dopo avere stipulato un accordo scritto con il datore di lavoro su base personale. Il congedo non può superare 1 anno e può essere prorogato con un ulteriore accordo tra le parti. Durante il congedo il contratto di lavoro è sospeso e non sono dovuti i contributi previdenziali.

Tutti i diritti e gli obblighi delle parti ai sensi del contratto di lavoro continuano ad applicarsi dopo la scadenza del congedo non retribuito.

Infine, per quanto riguarda la concessione del congedo ordinario ai dipendenti che hanno usufruito del congedo non retribuito di cui sopra, si ricorda che la concessione e il computo dei giorni di congedo ordinario di un dipendente tengono conto anche del periodo di congedo non retribuito concesso al dipendente (cfr. anche l’articolo 2, paragrafo 6, della legge di emergenza 539/45, nonché la pertinente decisione del Consiglio giuridico dello Stato).

In conformità dell’articolo 68 della legge 4554/2018, il dipendente che risponde all’invito di un servizio di emergenza per la donazione di sangue o che partecipa a una sessione organizzata di gruppo per la donazione di sangue o che si offre volontario per la donazione di sangue presso qualsiasi centro di donazione di sangue ha diritto a un congedo speciale a piena retribuzione per il giorno della donazione di sangue. Il dipendente deve fornire al datore di lavoro un certificato pertinente rilasciato dall’ospedale in cui si è svolta la donazione di sangue. Lo stesso congedo è concesso anche per la donazione di piastrine.

Un prerequisito per la concessione di un congedo speciale a un dipendente ai fini della partecipazione a una delle modalità di donazione di sangue di cui sopra è che il datore di lavoro ne sia informato in tempo utile, almeno 5 giorni lavorativi prima della donazione di sangue, salvo casi di emergenza. In via eccezionale, solo qualora vengano presentate richieste simultanee di utilizzo del congedo speciale da parte di più dipendenti, il datore di lavoro può, in consultazione con il dipendente e in base al suo orario di lavoro e alle esigenze dell’impresa, concedere il congedo entro e non oltre dieci (10) giorni dalla data della donazione di sangue.

Il dipendente può avvalersi del diritto al congedo speciale per donazione di sangue non più di due volte l’anno.

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